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Alfonso Giorgi

18 Feb, 2024
18 Febbraio, 2024

ALFONSO GIORGI

Alfonso Giorgi nacque in Ferentino il 7 marzo 1824 da Felice ed Anna Avanzi. Rimasto orfano del padre in tenera età (1829), crebbe in una famiglia di fervidi sentimenti religiosi. Frequentò il Collegio Gesuitico di Ferentino fin al conseguimento della laurea in giurisprudenza. Consigliere comunale di Ferentino fin dal 1850, consigliere provinciale dal 1856, fu Gonfaloniere dal 1857 al 1869. I suoi veri interessi non si rivolsero tanto alla politica, che pure esercitò con onestà e notevole senso di responsabilità e di servizio, ma soprattutto alla cultura: infatti fu molto versato negli studi giuridici, archeologici, numismatici e storici. Nel 1851 divenne socio corrispondente dell’Imperiale Istituto Archeologico Germanico di Roma e da questa collaborazione scaturirono amicizie importanti: con Guglielmo Henzen, segretario dell’Imperiale Istituto Archeologico Germanico sul Campidoglio in Roma, con Bartolomeo Borghesi, famoso epigrafista e numismatico, con il dotto gesuita p. Antonio Bresciani, con l’archeologo Giovanni Battista De Rossi e con il grande storico Teodoro Mommsen, ospitato più volte in casa Giorgi a Ferentino tra il 1876 e il 1879, mentre questi stava lavorando alla stesura del X Libro del C. I. L. (Corpus Inscriptionum Latinarum). La lunga frequentazione dei classici, la familiarità acquisita nelle lingue francese e tedesca, i suoi molteplici interessi culturali lo portarono a costituire una ricca biblioteca, dotata di testi di letteratura, storia, storia ecclesiastica, giurisprudenza, filosofia, arte, scienze, medicina, agricoltura. I suoi studi epigrafici e il profondo amore per la tradizione storica e culturale di Ferentino gli permisero di raccogliere, ordinare e conservare nella sua casa una preziosa collezione di epigrafi ferentinati, salvandole dalla dispersione e dalla rovina. Alla raccolta epigrafica aggiunse anche una collezione di monete romane e greche. Tale ingente patrimonio, vera e propria miniera aurifera per la conoscenza della storia di Ferentino, è ancora nel Palazzo di Alfonso Giorgi, oggi proprietà dei suoi discendenti Roffi Isabelli, che sapientemente lo hanno conservato intatto.

Dopo l’annessione di Ferentino al Regno d’Italia Alfonso Giorgi si ritirò dalla vita politica, essendo un fervente militante nel partito papalino; successivamente rientrò in politica e fu sindaco di Ferentino nel biennio 1885-86. Si prodigò moltissimo per la tutela del grande patrimonio culturale della città, facendo includere nell’elenco dei monumenti nazionali la splendida chiesa di S. Maria Maggiore. Alfonso Giorgi morì il 31 marzo 1889 a 65 anni. La sua salma riposa nella cappella del cimitero ferentinate, dove fu traslata il 1° ottobre 1890. Ad Alfonso Giorgi è intitolata la Biblioteca Comunale di Ferentino.