ACHILLE GIORGI
Achille Giorgi nacque a Ferentino il 29 agosto 1824 da Arcangelo e Rosa Fortuna. Terminati gli studi presso il Seminario di Alatri, conseguì la laurea in utroque (diritto civile e canonico) nello Studium Urbis il 13 agosto 1846. Aderì agli ideali mazziniani ed ebbe corrispondenza epistolare con molti patrioti e liberali. Prese parte attiva agli avvenimenti del 1848 e nel 1849, dopo la caduta della repubblica Romana, fu imprigionato e processato. Il padre Arcangelo molto si prodigò per ottenere la scarcerazione del figlio, che tuttavia fu sottoposto a regime di stretta sorveglianza di polizia. L’amore di patria e il desiderio di vedere unificata l’Italia non cessarono di animare l’impegno politico di Achille, che il 2 novembre 1867, come capo della giunta provvisoria di governo, promosse un plebiscito, con cui si richiedeva l’immediata annessione del Circondario di Frosinone al Regno d’Italia. Fallito il tentativo, Achille Giorgi emigrò con gli altri firmatari del plebiscito nel napoletano, dove era stata istituita una commissione deputata a mantenere i contatti con il regno d’Italia. Tale Commissione incaricò il Giorgi di redigere un memorandum da presentare al gen. Menabrea, all’epoca Presidente del Consiglio, che si trovava a Firenze. Nel memorandum si richiedeva l’immediata esecutività del plebiscito, ma le aspettative dei patrioti non vennero esaudite, per non compromettere equilibri diplomatici e militari. Achille Giorgi rimase a Firenze, dove svolse attività di avvocato e si dedicò alla liquidazione dell’asse ecclesiastico presso il Ministero delle Finanze. Dopo tre anni il sogno politico del Giorgi si realizzò: il 20 settembre 1870 Roma, conquistata dall’esercito sabaudo, fu annessa al Regno d’Italia e ne divenne capitale. Lo stesso 20 settembre a Ferentino Achille Giorgi insieme ad altri patrioti (avv. Alessandro De Marchis, Raffaele Nardi, Francesco Pompeo, Antonio Franchi, dott. Alessandro Angelini) fu acclamato componente della giunta municipale della città e diede vita ad un governo provvisorio. Il 13 novembre dello stesso anno fu nominato giudice del tribunale di Frosinone e il 18 dicembre sindaco di Ferentino per il triennio 1871-1873. La carica di sindaco gli fu rinnovata anche per il triennio successivo (1873-1876). Il Giorgi assolse il suo mandato gratuitamente. Nel 1877 fu eletto consigliere provinciale per il collegio di Ferentino, Morolo e Supino e nel 1877 di nuovo consigliere al Comune di Ferentino. Intanto proseguì la carriera in magistratura: il 4 giugno 1882 fu nominato giudice del tribunale di Portoferraio con uno stipendio annuo di 3.000 lire; nel 1887 giudice alla Corte d’Assise di Roma. Achille Giorgi chiuse la sua vita terrena in Roma, il 7 giugno 1899 a 75 anni. La vedova, Virginia Caramici, annotò nel ricordino funebre che il marito era morto in pace con la Chiesa.
[Notizie approfondite su Alfonso e Achille Giorgi in: PIO ROFFI ISABELLI, I Giorgi di Ferentino. Vicende storiche della Città tra XVIII e XIX secolo, Quaderni di Storia n. 17, Ed. Comune di Ferentino, 2013]