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La Cattedrale di Ferentino A cura di Biancamaria e Maria Teresa Valeri

FERENTINO - Maria Teresa Valeri, 2019, Leone Editore «Ricerche di una vita in 323 pagine» 

Nel volume Ferentino è raccolto in 323 pagine quanto scaturito dal lungo e appassionato studio di mia Sorella sulle "cose antiche" di Ferentino ... posso parlare di un impegno quarantennale di studio, di ricerca, di approfondimento scientifico e universitario, di passione anche docente. Ne sono testimonianza eloquente i tanti suoi impegni di insegnante nelle scuole dove ha svolto il suo lavoro; i tanti lavori di collaborazione con la Pro Loco di Ferentino, associazione antesignana e appassionata per la promozione della bellezza ferentinate; le tante collaborazioni scientifiche che mia sorella ha documentato in importanti convegni universitari anche a livello internazionale . Da questo volume abbiamo preso l'iniziativa di pubblicare Ferentinum - Storia di Ferentino in fascicoli. È nato un bel lavoro che si basa sul riferimento alla storia propriamente detta, con tutte le "discipline" a lei ausiliarie, la storia dell'arte, l'arte fotografica, documentazione quest'ultima molto importante specialmente quando consente di rileggere diacronicamente l’evoluzione anche architettonica dei monumenti e la loro utilizzazione funzionale alle esigenze delle varie epoche, anche lo stravolgimento dell'uso per cui il monumento all'origine fu pensato.

La cattedrale di Ferentino è stata dichiarata monumento nazionale con Regio Decreto 21 novembre 1940, n. 1746, Dichiarazione di monumento nazionale di Chiese cattedrali. (040U1746) (note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/01/1941, GU n. 2 del 03-01-1941, vigente al 05/03/2023, Testo in vigore dal 18-1-1941)

La cattedrale già dal 1902 era citata nell’Elenco degli edifizi Monumentali in Italia (p. 553, pubblicato a Roma dal Ministero della P. I. per i tipi di Ludovico Cecchini), anche se l’elenco era privo di efficacia normativa, perché non utilizzava la qualifica di “monumenti nazionali”.

La cattedrale di Ferentino è intitolata alla Vergine Maria madre di Dio. Molto probabilmente con il vescovo Agostino (1106-1113) assunse anche il titolo dei Santi Giovanni e Paolo. Agostino era monaco di Casamari, la cui chiesa è dedicata ai SS. Giovanni e Paolo e che agli inizi del XII secolo era ancora benedettina. Casamari passò all’osservanza cistercense alla metà del XII secolo, precisamente tra il 1149 e il 1151.

Giovanni e Paolo (morti a Roma, 26 giugno 362) sono due martiri cristiani del IV secolo, titolari dell'antica e nota basilica romana sul Monte Celio (basilica celimontana), di un'altra famosa basilica a Venezia (San Zanipolo) e di numerose altre chiese a loro dedicate.

La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio è un'antica chiesa basilicale di Roma , situata sul Celio. La chiesa, secondo una tradizione consolidata nei secoli, fu costruita nel 398, dal senatore Pammachius , sulla casa di due soldati romani, Giovanni e Paolo, martirizzati sotto l'imperatore Giuliano nel 362. La chiesa fu, quindi, chiamata Titulus Pammachii e come tale è ricordata negli atti del sinodo tenuto da papa Simmaco nel 499. La chiesa fu danneggiata durante il sacco di Alarico I (410) e a causa di un terremoto (442). Fu restaurata da papa Pasquale I (824). Fu nuovamente saccheggiata dai Normanni (1084) e nuovamente restaurata, con l'aggiunta di un monastero e un campanile intorno al 1099.

Qui di seguito trovate tutte e cinque le presentazioni realizzate:

  1. pdfLA CATTEDRALE DI FERENTINO - prima parte.pdf6.24 MB
  2. pdf2. LA CATTEDRALE DI FERENTINO - seconda parte.pdf7.70 MB
  3. pdf3. LA CATTEDRALE DI FERENTINO - terza parte.pdf6.21 MB
  4. pdf4. LA CATTEDRALE DI FERENTINO - quarta parte.pdf6.22 MB
  5. pdf5. LA CATTEDRALE DI FERENTINO - quinta parte.pdf3.62 MB
Nella cattedrale ferentinate spicca sul presbiterio il prezioso ciborio opera del marmorario Drudo de Trivio. Possiamo datare con precisione il periodo in cui Drudo de Trivio, artista eccellente, ha lasciato in cattedrale a Ferentino il suo capolavoro. La realizzazione del ciborio è collocabile al periodo compreso tra il 1227 e il 1243 grazie all’iscrizione presente nel lato ovest del chiostro cosmatesco dell’Abbazia di S. Scolastica in Subiaco e al rimando al periodo dell’abate Lando.