Alfonso Bartoli nacque il 1° gennaio del 1874 a Foligno. Umanista, storico e archeologo di fama internazionale, Bartoli fu libero docente di topografia romana nell'università di Roma dal 1915 al 1932 sulla cattedra del suo maestro, il prof. Rodolfo Lanciani. Fu ispettore del Palatino e Foro Romano e ne divenne direttore dopo la morte del senatore Giacomo Boni e, poi, soprintendente. Per i suoi grandi meriti fu nominato senatore del Regno d’Italia.
I lavori principali effettuati in un trentennio come archeologo per riportare alla luce gli aspetti fastosi e solenni del volto imperiale di Roma, sono stati: scoperta dell'oratorio cristiano imperiale; scavo e restauro della domus augustana; restauro dello stadio; scavo del pedagogium; scavo del declivio verso il Velabro; scavo presso il tempio di Giove; ripristino del tempio di Venere e Romolo (cella di Roma); ripristino del tempio di Vesta; ripristino dei rostri augustei; scavi e restauri alla basilica Emilia; esplorazioni stratigrafiche e rinvenimento di materiale arcaico; istituzione e ordinamento dell'antiquario del Palatino; completamento e ordinamento dell'antiquario del Foro; ripristino della Curia. Contemporaneamente alla direzione dei lavori nel Foro romano e sul Palatino altre indagini lo coinvolsero anche lontano dalla sua sede romana. Tra questi lo studio dei monumenti archeologici e della epigrafi romane della città di Ferentino, dove Alfonso Bartoli nel 1923 individuò la presenza di un teatro romano di età imperiale. Per tale sensazionale scoperta il Consiglio Comunale di Ferentino il 14 maggio 1923 gli conferì la cittadinanza onoraria. Nell’ottobre dello stesso anno il Ministero dell'Istruzione lo incaricò di iniziare lo scavo nell’orto privato in cui i resti dell’edificio scenico ferentinate erano sepolti. Ferentino continuò ad essere oggetto dei suoi interessi archeologici e vi tornò sovente fino agli ultimi anni della sua vita, per svolgervi ricerche topografiche e storiche. Morì a Roma il 26 gennaio 1957.