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Luigi Morosini

18 Feb, 2024
18 Febbraio, 2024

LUIGI MOROSINI

Luigi Morosini, figlio di Giuseppe e Vittoria Simeoni, nacque a Ferentino il 18 giugno 1866 alle ore 15,00. Terminate le scuole elementari, frequentò la scuola tecnica cittadina, dove il giovane si distinse nello studio del disegno. Interessato alle arti figurative, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Roma, nella quale, dispensato dal corso propedeutico per la sua buona preparazione di base, fu accolto a frequentare il corso comune, dove si insegnava disegno agli allievi aspiranti pittori, scultori, architetti. Alla fine del corso comune, Luigi seguì il corso speciale di tre anni per la conoscenza e lo studio degli stili architettonici greco, romano e rinascimentale e, ultimato il quarto anno di corso, dedicato alla composizione architettonica, Morosini conseguì il diploma di professore di disegno architettonico. Quindi si iscrisse alla Scuola di applicazione per gli ingegneri di Roma e, dopo aver frequentato il corso biennale per aspiranti alla laurea in ingegneria, si laureò nel dicembre 1893.

            Dopo la laurea Morosini entrò a far pratica nello studio romano di Ettore Bernich, dove conobbe l’architetto Pompeo Passerini, collaboratore dell’architetto Giuseppe Sacconi. Lo stesso Morosini nel 1946 dichiarò che la sua “vera vita professionale ebbe inizio nel 1894”, quando, cioè, ebbe la “fortuna” di incontrare Sacconi e di divenirne collaboratore. Nel 1900 sposò la sorella di Sacconi, la contessa Alessandrina, con la quale visse fino al 1931, anno in cui l’adorata moglie morì. In collaborazione con il cognato Morosini svolse attività secondaria nei lavori di costruzione del Vittoriano a Roma e, dopo la morte di Giuseppe Sacconi (23 settembre 1905), entrò come ingegnere civile nel Ministero dei Lavori Pubblici, ma per poco tempo, perché fu subito richiesto dalla Direzione Generale delle Belle Arti, che lo destinò in missione alla Sovrintendenza dei Monumenti del Lazio dal 1914 al 1928. Sotto la guida di archeologi prestigiosi, quali Rodolfo Lanciani e Antonio Muñoz, Luigi Morosini diresse i lavori per completare la sistemazione della zona monumentale di Roma, in particolar modo per l’isolamento delle Terme di Caracolla e del Colosseo. Curò il consolidamento del Palazzo delle Esposizioni in valle Giulia, costruito affrettatamente per l’esposizione temporanea di Belle Arti nel 1911. Lavorò a Velletri (restauro della galleria e della scala monumentale di palazzo Ginnetti), a Cori (rinvenimento e restauro del tempio di Ercole). Nel Circondario di Frosinone curò la catalogazione delle opere d’arte esistenti nella circoscrizione della Sovrintendenza alle Gallerie e Musei di Roma: compilò circa ottocento schede, recandosi nelle chiese e negli edifici pubblici e privati di Ferentino, Alatri, Anagni, Fiuggi, Frosinone, Boville Ernica, Ceprano, Amaseno, Acuto, Morolo e Paliano.

            Come tutti i professionisti dell’epoca partecipò alla vita politica. Fu consigliere comunale in Ferentino dal 1907 al 1912, consigliere provinciale dal 1920 al 1923, quando il consiglio per l’avvento del fascismo al potere fu sciolto.

            Esercitò anche la libera professione. In Montalto Marche eresse il monumento funebre al cognato Giuseppe Sacconi. Tra i Lavori di pubblica utilità affidati a Luigi Morosini dal Comune di Ferentino spicca nel 1898 il restauro della fatiscente torre campanaria del Palazzo Comunale, nella quale era situato anche l’orologio pubblico, funzionante già nel 1656. Luigi Morosini nel 1909 portò a termine con successo i lavori di restauro, iniziati solo nel 1905, riportando in luce anche le tracce delle bifore della loggia medievale, che, emerse sulla facciata del palazzo comunale durante i lavori di demolizione della torre, furono ripristinate solo a metà Novecento. L’Architetto ferentinate eseguì lavori di manutenzione e rinnovamento totale della pavimentazione in quadrucci di basalto delle vie Consolare e Cavour; in quadrucci di pietra calcarea fece pavimentare via dello Ierone (1899-1900). Sempre a Ferentino progettò tutti i lavori occorrenti a riparare e consolidare gli edifici pubblici danneggiati dal sisma del 1915; nel 1916 con l’ing. Giuseppe Olivieri fu direttore dei lavori di riparazione e sistemazione dell’acquedotto pubblico e nel 1922 curò i lavori di costruzione di fognature e del selciato nelle vie della città. Ebbe nel 1906 l’incarico di progettare l’edificio scolastico per uso delle elementari maschili nel terreno adiacente la chiesa semidistrutta di San Lorenzo e nel 1923 di quelle femminili; nel 1910 la costruzione del Mattatoio comunale in via Aia di San Francesco; nel 1911 realizzò in stile cosmatesco l’altare maggiore della chiesa di S. Maria Maggiore; nel 1918-19 gli fu commissionata la progettazione in Piazza Umberto I (l’attuale Piazza Matteotti) del monumento ai Caduti della prima guerra mondiale (inaugurato il 16 dicembre 1923). Luigi Morosini curò il restauro della cappella funebre del conti Stampa in S. Ippolito, costruita da suo padre, essendo stata destinata nel 1933 a divenire cappella votiva alla memoria dei caduti della grande guerra. Morosini progettò e costruì nel cimitero comunale la tomba della sua Famiglia (ora del Seminario Vescovile) e la cappella funebre di Domenico Matteucci. A Luigi Morosini si devono pure la costruzione della chiesa a Cristo Re nella contrada di Porcino e della cappella di S. Sisto papa nella cattedrale di Alatri. Luigi Morosini morì in Ferentino il 17 gennaio 1954.