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IL COMPLESSO ARCHITETTONICO DEL PALAZZO “MARTINO FILETICO”

IL MUSEO CIVICO
Piazzale Martino Filetico
 
Il Palazzo del Collegio “Martino Filetico” nacque come convento annesso alla chiesa duecentesca di S. Francesco. Nel 1600 nei locali del convento venne trasferita la Scuola, istituita per lascito testamentario dall’umanista Martino Filetico (1430 ca. – 1490 ca.), docente di Latino e Greco allo Studium Urbis. La scuola filetica, presa in gestione dal Comune, venne affidata alle cure didattiche dell’Ordine dei Francescani Conventuali. Nel 1815 la Scuola fu rilevata dai Gesuiti, che promossero modifiche e ampliamenti al Palazzo, dotandolo anche delle facoltà universitarie di Teologia, Retorica e Diritto. Dopo la presa di Roma del 1870 i Gesuiti abbandonarono l’Istituzione e la Scuola ritornò alla gestione comunale, durata fino al 30 settembre 1934. I corsi di istruzione attivi erano la scuola elementare, complementare, tecnica e ginnasiale. Il Palazzo del Collegio Martino Filetico è frutto di interventi di ristrutturazione dell’antico convento effettuati nel corso dei secoli XVII e XVIII. La struttura attuale risale all’intervento di riadattamento operato dai Gesuiti, quando rilevarono la conduzione della Scuola. Lavori di restauro e di consolidamento delle strutture antiche sono stati effettuati sul finire del secolo XX e sono ancora in fase di completamento. L’edificio si fonda sulle mura poligonali del circuito murario della città romana, Tratti ben conservati delle mura si possono osservare nei locali inferiori del lato sudovest. La facciata meridionale dell’edificio conserva la struttura muraria medievale con archi di scarico a sesto acuto, con un’ardita soluzione architettonica dei problemi connessi al dislivello del terreno, di molto inferiore rispetto al piano di campagna del piazzale su cui si affaccia la fronte orientale dell’edificio. Gli ambienti sono distribuiti in alzato su due piani disposti intorno ad un ampio cortile centrale. La facciata semplice di età moderna, intonacata e animata da numerose finestre rettangolari, si collega senza soluzione di continuità con la facciata medievale della chiesa di S. Francesco, alla cui parete meridionale l’edificio è addossato. Spazioso e luminoso è l’elegante salone del secondo piano, ornato con stucchi di raffinata fattura.
sanfrancesco piazza parte convento
comune    (2)

Lo Stemma di Ferentino Palazzo “Martino Filetico”

LA COLLEZIONE CIVICA

Nel 1872 il sindaco di Ferentino Achille Giorgi, grazie all’interessamento del cugino storico e archeologo Alfonso Giorgi, richiese ed ottenne dal Ministero della Pubblica Istruzione, allora competente anche sui beni culturali (musei, pinacoteche, scavi archeologici), l’autorizzazione alla costituzione della Collezione Civica, composta da materiale epigrafico e archeologico di età classica e medievale, rinvenuto in Ferentino nel corso di scavi occasionali in città e territorio. La Collezione Civica fu ospitata nel corridoio del Palazzo “Martino Filetico” e lì è rimasta fino al 1984 circa, anno in cui il Palazzo è stato dichiarato inagibile e sono iniziati laboriosi e lunghi lavori di restauro non ancora conclusi. Tra i diversi reperti lapidei di età romana : - diverse basi onorarie dedicate ad illustri personaggi dell’epoca romana, tra le quali rivestono un certo interesse quelle dedicate a Caio Nevio, cittadino di Ferentino (I sec. d. C.), e all’imperatore Settimio Severo, - l’iscrizione onoraria di Tito Ponzio Sabino, patrono di Ferentino, vissuto ai tempi di Traiano e Adriano (138 d.C.), - tronco di statua raffigurante persona togata. Tra i reperti di età medievale: - una campana bronzea, - reperti ceramici, - uno stemma con il giglio, emblema del Comune di Ferentino - resti di arredo liturgico (rilievi con i simboli degli Evangelisti, transenne e balaustre provenienti forse dalla contigua chiesa di S. Francesco), - uno scheletro umano proveniente da una necropoli altomedievale, rinvenuta negli scavi preliminari alla costruzione del parcheggio di Collepero (anni Ottanta del XX secolo). Al termine dei lavori di restauro la Collezione Civica verrà ricollocata nella sua sede storica, cioè il Palazzo “Martino Filetico”, così come previsto con Delibera di Giunta del maggio 2001 approvata dalla competente Soprintendenza. Nel nuovo allestimento museografico e museologico della Collezione Civica verranno inseriti gli ulteriori rinvenimenti archeologici ed epigrafici, avvenuti nel corso del XX sec., ivi compreso quanto riportato alla luce nei lavori di recupero del Teatro Romano di Ferentino e l'aureo di Aulo Irzio (43 a.C.), acquistato dal Comune di Ferentino nell’anno 2000. I reperti della collezione civica sono temporaneamente dislocati nei locali del Comune.

SEZIONE EPIGRAFICA La Collezione epigrafica del Comune di Ferentino non è copiosa, ma è importantissima perché raccoglie quasi tutte le iscrizioni trovate negli anni 1844 e seguenti nella contrada “La Fata”, a poca distanza dalla Porta Casamari, nel terreno dove è anche il monumento rupestre di Aulo Quintilio Prisco, allora di proprietà dei fratelli Bono, eruditi locali dell’Ottocento. Nel 1954 Alfonso Bartoli redasse e pubblicò un censimento epigrafico completo (A. BARTOLI, Ferentino: ricerche epigrafiche e topografiche, 1954).

 Ara pulvinata dedicata Saluti Publicae da Q. Ducenius Proculus (CIL, X, 5821)

 Vict. Aug. Sacr. (CIL, X, 5822)

 Base con iscrizione a Faustina moglie di Marco Aurelio (173 d. C.) (CIL, X, 5824)

 Base con iscrizione a Settimio Severo (198-201 d. C.), dedicata dai Ferentinates Novani (CIL, X, 5825)

 Iscrizione in onore di Salonina, moglie di Gallieno (253-268 d. C.) (CIL, X, 5828) (perduta)

 Base onoraria dedicata da Valeria Procula al marito Tito Ponzio Sabino, patrono (CIL, X, 5829). In questa iscrizione sono enumerate le magistrature esercitate da Tito Ponzio Sabino e i suoi gradi militari nelle campagne di guerra al tempo dell'imperatore Adriano; quindi Tito Ponzio Sabino deve collocarsi nella seconda metà del sec. I d. C.

 Base di C. Anicio Pera, non la originale, ma quella restaurata dai Decurioni (CIL, X, 5834) (in Piazza Mazzini)

 Frammento di piedistallo; sulla fronte reca soltanto l'iscrizione LVCIDEI. Impossibile datarla per lo stato assolutamente frammentario (CIL, X, 5841)

 Titolo funerario dell'edile C. Naevius L. f., Pob. Blaesus; fu eretto arbitratu M. Acilii M. f. Po…(CIL, X, 5843)

 Base dedicata a L. Pacuvio L. f. Pal. Severo. L'iscrizione fa riferimento a "distribuzioni"; forse a Pacuvio era patrono della Città (CIL, X, 5844)

 Frammento di base onoraria dedicata a Pontiae C. f. Sabinae (CIL, X, 5846)

 Monumento ad Aulo Quintilio Prisco, detto comunemente: "Testamento" di Aulo Quintilio Prisco (in località "La Fata") (CIL, X, 5853)

 Base onoraria dedicata ad Aulo Quintilio Prisco (in Piazza Mazzini) (CIL, X, 5852)

 Base di calcare compatto recante incisa la sigla: S. P. Q. F. (CIL, X, 5855)

 Frammenti vari (CIL, X, 5857, 5858, 5859,5882)

 Colonna miliare marcata con il numero VII (in Piazza Mazzini) (CIL, X, 6887)

 CIL, X, 6888: in Casa Angelini (perduta) La Collezione epigrafica del Museo Civico si è arricchita con altre iscrizioni, rinvenute in occasioni di scavi occasionali. Tra queste la seguente:

 Stele frammentaria in travertino (m 0,44 x 0,28), mutila, forse di età repubblicana recante la seguente iscrizione

MALAN

CERΓSTI . ET

AF…ANAIN

RAI

…III

 

 

 LE EPIGRAFI DI FERENTINO

“Ferentino, fra le città erniche, è la più ricca di materiale epigrafico” [A. BARTOLI, Ferentino: ricerche epigrafiche e topografiche, 1954]. Centocinquantatré sono, infatti, le epigrafi romane rinvenute finora a Ferentino, di cui novantatré edite da Teodoro Mommsen nel X libro del Corpus Iscriptionum Latinarum (CIL), trentanove studiate, e nella maggior parte anche scoperte, da Alfonso Bartoli e ventuno edite da H. Solin negli anni 1980-1982. Il corpus epigrafico ferentinate, databile tra il II secolo a. C. e il IV secolo d. C., riveste un particolare valore nella storia degli studi sulla città: la testimonianza delle epigrafi è particolarmente importante, perché offre informazioni dirette sulla società, le istituzioni politiche, l’ordinamento amministrativo, la religiosità e, insomma, sulla vita quotidiana del tempo passato. Alcune delle epigrafi pubblicate sono andate perdute. Delle rimanenti iscrizioni, diciotto appartengono alla Collezione Comunale del Museo Civico, istituito nel Collegio Martino Filetico nel 1872 dal sindaco Achille Giorgi, dietro impulso del cugino archeologo Alfonso Giorgi, per ospitare la maggior parte delle iscrizioni che nel 1844 erano state rinvenute nei pressi di Porta S. Maria, in località “La Fata”. Di queste, al momento dell’istituzione del Museo Civico, tre furono collocate nel belvedere dell’antica piazza del Governo, oggi piazza G. Mazzini; quella incisa sul monumento rupestre di Aulo Quintilio Prisco è, ovviamente, nel suo sito originario, cioè fuori le mura, nei pressi di Porta S. Maria. Molte iscrizioni sono conservate nella Collezione del Vescovado, in chiese o in case private. Di particolare interesse è la Collezione epigrafica Alfonso Giorgi - Roffi Isabelli, che nel suo ordinamento propone un ottimo esempio di museografia ottocentesca. Oltre al monumento epigrafico di A. Quintilio, si conservano in situ anche le tre iscrizioni dell’avancorpo dell’Acropoli. Alcune iscrizioni sono custodite fuori Ferentino: ad Alatri; nei Musei Vaticani; nel Museo Archeologico di Firenze, dove si conserva un’importante iscrizione ferentinate rinvenuta a Roma e, perciò, edita dal Mommsen nel sesto volume del Corpus Iscriptionum Latinarum (CIL ,VI, 1492). Si trascrivono di seguito le epigrafi più significative e quelle che, dislocate nella città, sono più accessibili per il Visitatore.

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si laedit caupona, Ferentinum ire iubebo: / nam neque divitibus contingunt gaudia solis ... - Orazio, Epist. I, 17, vv. 6-9