
IL COMPLESSO ARCHITETTONICO DEL PALAZZO “MARTINO FILETICO”

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Lo Stemma di Ferentino Palazzo “Martino Filetico”
LA COLLEZIONE CIVICA
Nel 1872 il sindaco di Ferentino Achille Giorgi, grazie all’interessamento del cugino storico e archeologo Alfonso Giorgi, richiese ed ottenne dal Ministero della Pubblica Istruzione, allora competente anche sui beni culturali (musei, pinacoteche, scavi archeologici), l’autorizzazione alla costituzione della Collezione Civica, composta da materiale epigrafico e archeologico di età classica e medievale, rinvenuto in Ferentino nel corso di scavi occasionali in città e territorio. La Collezione Civica fu ospitata nel corridoio del Palazzo “Martino Filetico” e lì è rimasta fino al 1984 circa, anno in cui il Palazzo è stato dichiarato inagibile e sono iniziati laboriosi e lunghi lavori di restauro non ancora conclusi. Tra i diversi reperti lapidei di età romana : - diverse basi onorarie dedicate ad illustri personaggi dell’epoca romana, tra le quali rivestono un certo interesse quelle dedicate a Caio Nevio, cittadino di Ferentino (I sec. d. C.), e all’imperatore Settimio Severo, - l’iscrizione onoraria di Tito Ponzio Sabino, patrono di Ferentino, vissuto ai tempi di Traiano e Adriano (138 d.C.), - tronco di statua raffigurante persona togata. Tra i reperti di età medievale: - una campana bronzea, - reperti ceramici, - uno stemma con il giglio, emblema del Comune di Ferentino - resti di arredo liturgico (rilievi con i simboli degli Evangelisti, transenne e balaustre provenienti forse dalla contigua chiesa di S. Francesco), - uno scheletro umano proveniente da una necropoli altomedievale, rinvenuta negli scavi preliminari alla costruzione del parcheggio di Collepero (anni Ottanta del XX secolo). Al termine dei lavori di restauro la Collezione Civica verrà ricollocata nella sua sede storica, cioè il Palazzo “Martino Filetico”, così come previsto con Delibera di Giunta del maggio 2001 approvata dalla competente Soprintendenza. Nel nuovo allestimento museografico e museologico della Collezione Civica verranno inseriti gli ulteriori rinvenimenti archeologici ed epigrafici, avvenuti nel corso del XX sec., ivi compreso quanto riportato alla luce nei lavori di recupero del Teatro Romano di Ferentino e l'aureo di Aulo Irzio (43 a.C.), acquistato dal Comune di Ferentino nell’anno 2000. I reperti della collezione civica sono temporaneamente dislocati nei locali del Comune.
SEZIONE EPIGRAFICA La Collezione epigrafica del Comune di Ferentino non è copiosa, ma è importantissima perché raccoglie quasi tutte le iscrizioni trovate negli anni 1844 e seguenti nella contrada “La Fata”, a poca distanza dalla Porta Casamari, nel terreno dove è anche il monumento rupestre di Aulo Quintilio Prisco, allora di proprietà dei fratelli Bono, eruditi locali dell’Ottocento. Nel 1954 Alfonso Bartoli redasse e pubblicò un censimento epigrafico completo (A. BARTOLI, Ferentino: ricerche epigrafiche e topografiche, 1954).
Ara pulvinata dedicata Saluti Publicae da Q. Ducenius Proculus (CIL, X, 5821)
Vict. Aug. Sacr. (CIL, X, 5822)
Base con iscrizione a Faustina moglie di Marco Aurelio (173 d. C.) (CIL, X, 5824)
Base con iscrizione a Settimio Severo (198-201 d. C.), dedicata dai Ferentinates Novani (CIL, X, 5825)
Iscrizione in onore di Salonina, moglie di Gallieno (253-268 d. C.) (CIL, X, 5828) (perduta)
Base onoraria dedicata da Valeria Procula al marito Tito Ponzio Sabino, patrono (CIL, X, 5829). In questa iscrizione sono enumerate le magistrature esercitate da Tito Ponzio Sabino e i suoi gradi militari nelle campagne di guerra al tempo dell'imperatore Adriano; quindi Tito Ponzio Sabino deve collocarsi nella seconda metà del sec. I d. C.
Base di C. Anicio Pera, non la originale, ma quella restaurata dai Decurioni (CIL, X, 5834) (in Piazza Mazzini)
Frammento di piedistallo; sulla fronte reca soltanto l'iscrizione LVCIDEI. Impossibile datarla per lo stato assolutamente frammentario (CIL, X, 5841)
Titolo funerario dell'edile C. Naevius L. f., Pob. Blaesus; fu eretto arbitratu M. Acilii M. f. Po…(CIL, X, 5843)
Base dedicata a L. Pacuvio L. f. Pal. Severo. L'iscrizione fa riferimento a "distribuzioni"; forse a Pacuvio era patrono della Città (CIL, X, 5844)
Frammento di base onoraria dedicata a Pontiae C. f. Sabinae (CIL, X, 5846)
Monumento ad Aulo Quintilio Prisco, detto comunemente: "Testamento" di Aulo Quintilio Prisco (in località "La Fata") (CIL, X, 5853)
Base onoraria dedicata ad Aulo Quintilio Prisco (in Piazza Mazzini) (CIL, X, 5852)
Base di calcare compatto recante incisa la sigla: S. P. Q. F. (CIL, X, 5855)
Frammenti vari (CIL, X, 5857, 5858, 5859,5882)
Colonna miliare marcata con il numero VII (in Piazza Mazzini) (CIL, X, 6887)
CIL, X, 6888: in Casa Angelini (perduta) La Collezione epigrafica del Museo Civico si è arricchita con altre iscrizioni, rinvenute in occasioni di scavi occasionali. Tra queste la seguente:
Stele frammentaria in travertino (m 0,44 x 0,28), mutila, forse di età repubblicana recante la seguente iscrizione
MALAN
CERΓSTI . ET
AF…ANAIN
RAI
…III
LE EPIGRAFI DI FERENTINO
“Ferentino, fra le città erniche, è la più ricca di materiale epigrafico” [A. BARTOLI, Ferentino: ricerche epigrafiche e topografiche, 1954]. Centocinquantatré sono, infatti, le epigrafi romane rinvenute finora a Ferentino, di cui novantatré edite da Teodoro Mommsen nel X libro del Corpus Iscriptionum Latinarum (CIL), trentanove studiate, e nella maggior parte anche scoperte, da Alfonso Bartoli e ventuno edite da H. Solin negli anni 1980-1982. Il corpus epigrafico ferentinate, databile tra il II secolo a. C. e il IV secolo d. C., riveste un particolare valore nella storia degli studi sulla città: la testimonianza delle epigrafi è particolarmente importante, perché offre informazioni dirette sulla società, le istituzioni politiche, l’ordinamento amministrativo, la religiosità e, insomma, sulla vita quotidiana del tempo passato. Alcune delle epigrafi pubblicate sono andate perdute. Delle rimanenti iscrizioni, diciotto appartengono alla Collezione Comunale del Museo Civico, istituito nel Collegio Martino Filetico nel 1872 dal sindaco Achille Giorgi, dietro impulso del cugino archeologo Alfonso Giorgi, per ospitare la maggior parte delle iscrizioni che nel 1844 erano state rinvenute nei pressi di Porta S. Maria, in località “La Fata”. Di queste, al momento dell’istituzione del Museo Civico, tre furono collocate nel belvedere dell’antica piazza del Governo, oggi piazza G. Mazzini; quella incisa sul monumento rupestre di Aulo Quintilio Prisco è, ovviamente, nel suo sito originario, cioè fuori le mura, nei pressi di Porta S. Maria. Molte iscrizioni sono conservate nella Collezione del Vescovado, in chiese o in case private. Di particolare interesse è la Collezione epigrafica Alfonso Giorgi - Roffi Isabelli, che nel suo ordinamento propone un ottimo esempio di museografia ottocentesca. Oltre al monumento epigrafico di A. Quintilio, si conservano in situ anche le tre iscrizioni dell’avancorpo dell’Acropoli. Alcune iscrizioni sono custodite fuori Ferentino: ad Alatri; nei Musei Vaticani; nel Museo Archeologico di Firenze, dove si conserva un’importante iscrizione ferentinate rinvenuta a Roma e, perciò, edita dal Mommsen nel sesto volume del Corpus Iscriptionum Latinarum (CIL ,VI, 1492). Si trascrivono di seguito le epigrafi più significative e quelle che, dislocate nella città, sono più accessibili per il Visitatore.
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