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Ass. Gli Argonauti Ferentino

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Ferentino
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L'Acropoli di Ferentino

5 Nov, 2021 —  11 Gen, 2022
05 Novembre, 2021 —  11 Gennaio, 2022

L'Acropoli di Ferentino fu probabilmente costruita all'incirca tra il 150 e il 120 a.C.; lo dimostrano la tecnica usata nell'opera, le caratteristiche dell'iscrizione e la lettura del complesso nell'ambito del contesto urbano. E' la zona più alta della città, con una grande terrazza che misura m.165x80. Nel lato meridionale sporge con un avancorpo, che ha la funzione di proteggere l'accesso principale di tipo sceo. Certamente il lato che si è conservato meglio è quello sud-occidentale, mentre quello nord-occidentale è in parte incorporato al monastero delle Clarisse.

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Nei pressi del mercato coperto ci sono, invece, tracce delle murature del lato nord-orientale. Analizzando l'avancorpo meridionale, questo risulta formato alla base da massi di calcare compatto in opera poligonale, nella fascia superiore da un'opera pseudoisodoma con parallelepipedi di travertino più piccoli. In questa stessa fascia c'è una serie di finestre ad arco a doppia strombatura, che illuminano il criptoportico, un corridoio a quattro bracci coperto con volte a botte in calcestruzzo.

Il criptoportico, sviluppandosi all'interno dell'avancorpo, circonda un vasto ambiente centrale formato a sua volta da tre stanze. Due di queste sono separate da un parete centrale e coperte da volte a botte; la terza, invece, è disposta trasversalmente alle precedenti.

I muri interni sono in opera cementizia con paramento in opera incerta irregolare. I muri esterni, invece, sono in opera quadrata e sorreggevano una costruzione superiore, i cui resti sono stati incorporati nell'episcopio. In antico l'accesso al quadriportico era consentito da due porte, una nel lato nord-ovest, a poca distanza dal fornice di ingresso dell'acropoli, l'altra nel lato orientale e probabilmente vi si accedeva con una scala lignea. Nella facciata sudoccidentale, sotto le finestre, c'è un'iscrizione (CIL, X, 5837): A(ulus) H(irtius) A(uli) f(ilius) M(arcus) Lollius C(ai) f(ilius) ce(n)s(ores) fundamenta murosque af solo faciunda coeravere eidemque probavere. In terram fundamentun est pedes altum XXXIII in terram ad idem exemplum quod supra terra silici. " (Traduzione: Aulo Irzio, figlio di Aulo, e Marco Lollio, figlio di Gaio, censori, fecero costruire le fondamenta e i muri ed essi stessi le collaudarono. Le fondamenta nella terra sono profonde 33 piedi; le fondamenta sotto terra sono di pietra, così come la parte sopra la terra"). La stessa iscrizione c'è anche sul lato sud-est e, con qualche variante, sull'architrave di due porte all'interno dell'avancorpo.

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